da Repubblica del 14 agosto 2004:
I Comportamenti dell'Amore
Perversione-quelle pulsioni distruttive che sono dentro di noi
di Umberto Galimberti.

Dall'esibizionismo al voyeurismo, dal feticismo al travestitismo, dal sadomasochismo alla pedofilia, le perversioni, per il comune sentire, hanno sempre avuto una connotazione negativa che segnala la deviazione, il degrado, l'aberrazione, il ribrezzo, la ripugnanza, lo schifo.Non varrebbe quindi la pena di parlarne in questa sequenza di scritti dedicata all'amore, se Freud non smontasse questo luogo comune con un'affermazione a prima vista sconvolgente:"L'onnipotenza dell'amore forse non si rivela mai con tanta forza come in queste sue aberrazioni".
L'interpretazione che Freud dà della perversione è nota. Essa nasce dal "misconoscimento delle differenze" che il bambino acquisisce quando, nella fase edipica, apprende di non possedere un organo sessuale adeguato come quello del padre[...]. Per effetto di questo riconoscimento il bambino individua la differenza tra i sessi e insieme la differenza tra le generazioni, che invece la perversione misconosce, generando un universo caotico, dove ogni pulsione si muove per suo conto, senza taggiungere l'organizzazione genitale[....]
L'aspirazione del perverso è quella di raggiungere uno stato di completa merscolanza[....]
Misconoscendo le differenze, il perverso non riconosce la legge e il limite che dalla legge deriva. Non è la soddisfazione sessuale in cima al suo desiderio, ma, come dice Freud, la celebrazione della sua onnipotenza, che trova forma nella negazione dell'altro, o come dice Franco De Masi in un suo saggio sulla perversione pubblicato ne " I concetti del male"(Einaudi), nella "degradazione dell'oggetto d'amore che trasforma la persona in una cosa". Ne deriva quella che Blanchot chiama: "La morale della solitudine assoluta" tipica del perverso.
......(continua)


...intanto, che ne pensate di questa prima parte? Certo non farà piacere a nessuno l'accostamento di esibizionismo, sadomaso ecc. alla pedofilia...

Ho ricevuto molte mail su questo articolo, e anche l'invito a incrementare questo spazio, così riporterò alcuni scritti tratti da saggi "autorevoli" o comunque "classici" sugli argomenti "perversioni, fetish,bdsm, ecc "....

S. Freud, da "Tre saggi sulla sessualità, Le aberrazioni sessuali , 1905"

Beh, certo il titolo "Le aberrazioni sessuali" non è promettente...:)anche se dobbiamo considerare che si tratta di una traduzione, chi sa se "aberrazioni" rende esattamente il termine che Freud aveva usato....
Comunque mi sembra che questi scritti, considerata anche l'epoca in cui furono scritti, contengano elementi di modernità .
Freud non ascrive le perversioni all'ambito dell'anormalità psichica, al contrario, intanto definisce "patologici" solo alcuni comportamenti che anche oggi potrebbero essere definiti casi-limite, e persino in questi casi egli osserva che comunque le persone che attuano tali comportamenti dovrebbero essere considerate malate solo per quanto concerne la sfera della sessualità e non per le altre manifestazioni della loro vita. (nota di Vjola)


La più comune e la più significativa di tutte le perversioni- il desiderio di far soffrire l'oggetto sessuale ed il suo contrario-ha ricevuto da Krafft-Ebing il nome di sadismoe di masochismo rispettivamente per la sua forma attiva e passiva.
Altri scrittori (Schrenck-Notzing, 1899) hanno preferito il termine più ristretto di algolagnia. Questo rende meglio il piacere della sofferenza, mentre i nomi scelti da Krafft-Ebing sottolineavano il piacere d'ogni forma di umiliazione o di soggezione.
[...]La sessualità di molti esseri umani di sesso maschile contiene un elemento di aggressività -un desiderio di dominare, che la biologia sembra mettere in relazione con la necessità di superare la resistenza dell'oggetto sessuale con mezzi differenti dalla seduzione. Così il sadismo non sarebbe altro che una componente aggressiva dell'istinto sessuale divenuta indipendente ed esasperata, e che, spostandosi, ha assunto la posizione di guida.
Nel linguaggio comune il significato di sadismo oscilla tra i casi in cui si presenta puramente caratterizzato da un atteggiamento attivo o violento nei confronti dell'oggetto sessuale e quelli nei quali il soddisfacimento è condizionato del tutto dal suo maltrattamento e dalla sua umiliazione. In senso stretto, solo questi ultimi casi estremi possono essere definiti come perversione.
Così pure, il termine masochismo comprende un certo atteggiamento passivo verso la vita e l'oggetto sessuale, il caso estremo si ha quando il soddisfacimento dipende da una sofferenza fisica o mentale ricevuta dall'oggetto sessuale.[....]
Il sadismo e il masochismo occupano una posizione speciale tra le perversioni, perchè il contrasto tra attività e passività che li caratterizza è tra gli elementi fondamentali della vita sessuale.
[...] Il tratto più importante di questa perversione è che le sue forme, la attiva e la passiva, si presentano abitualmente insieme nello stesso individuo. Una persona che provi piacere a produrre dolore in qualche altra durante una relazione sessuale è anche in grado di avvertire come piacere un dolore che da quel rapporto gli possa derivare. Un sadico è sempre al tempo stesso un masochista,( e viceversa, n.d.Vjola) per quanto l'aspetto attivo o quello passivo della perversione possa essere in lui più decisamente sviluppato, al punto da rappresentare la sua attività sessuale predominante.[...]
L'esperienza di ogni giorno ha mostrato che molte deviazioni, o per lo meno le più leggere, raramente sono assenti dalla vita sessuale della gente sana[...]
Si può dire che non ci sia nessun individuo sano che non aggiunga al normale scopo sessuale qualche elemento che si possa chiamare perverso; e la universalità di questo fatto basta per sè sola a farci comprendere quanto sia inappropriato l'uso della parola perversione come termine riprovativo. [...]
Alcuni comportamenti si allontanano tanto dalla normalità che non possiamo far altro che definirli "patologici".Questo succede soprattutto quando l'istinto sessuale porta a compiere atti straordinari(come, per esempio,il leccare gli escrementi o il violentare cadaveri)[...]Ma anche in questi casi, noi non ci sentiremmo di affermare che gli individui che agiscono così' siano malati di mente o soggetti a gravi anormalità di altro tipo.Non ci si può esimere dal constatare che individui dal comportamento per altri versi normale possono, sotto il dominio del più imperioso degli istinti, rientrare nella categoria dei malati per la sola sfera della sessualità.
[....]Se una perversione, invece di manifestarsi puramente a latodello scopo e dell'oggetto sessuali normali[....] tende a sostituirli completamente e prende il loro posto in tuttele circostanze- se in breve una perversione ha le caratteristiche della esclusivitàe della fissazione -allora, in generale, siamo giustificati a considerarla come un sintomo patologico.
[...La onnipotenza dell'amore non è forse mai stata più fortemente provata quanto in queste aberrazioni. Ciò che vi è di più alto e di più basso nella sfera della sessualità sono sempre intimamente legati fra loro:"dal cielo, attraverso la terra, fino all'inferno".

Da "Il fascino discreto dell'orrore", di Aldo Carotenuto

Scrive Resnik che ogni ricerca dell'ignoto è un'avventura del fantastico. In questa avventura ognuno di noi è un bambino, e nel suo essere bambino è anche ambivalente. Ma come accade nel racconto fantastico, a un certo punto la fuga è impossibile, la paura e il fascino ci paralizzano e ci pietrificano.E' ciò che ci accade in particolari situazioni, per esempio nella dinamica della seduzione, quando l'altro col suo potere di esserci e non esserci[...]ci impaurisce e suscita in noi un moto di fuga, e tuttavia qualcosa ci paralizza, ci impedisce di metterci in salvo, ci costringe a confrontarci.
E' ancora quello che accade nelle relazioni d'amore infelici, tinte di sadomasochismo, in cui un partner si trova intrappolato in una dipendenza amorosa da colpui che incarna il ruolo del carnefice. In questi esempi ci troviamo dinanzi a un nucleo perturbante fortemente erotizzato:l'oggetto del desiderio, con la sua mutevolezza, con la sua familiare estraneità che può trasformarlo da amante in aguzzino, immobilizza il partner in una sorta di dipendenza magica che ricalca la dipendenza infantile, quella del genitore onnipotente, dal quale dipende il nostro destino di vita o di morte. In questi casi la paura e la tensione generate dal poter essere "mollati" o, nel caso della dinamica sadomasochista, annullati dall'altro, ha un potere erotizzante molto forte.

Un'intervista ad Ayzad
Ayzad, scrittore e bdsmer (si dice così?) ha accettato con la gentilezza e la cordiale disponibilità che lo caratterizza, di rispondere ad alcune mie domande che mi sono state suggerite dalla recente uscita del suo libro:
“BDSM - Guida per esploratori dell'erotismo estremo” edito da Castelvecchi.
Un grazie di cuore ad Ayzad per aver dato fiducia a un’intervistatrice “esordiente” e per la serietà e ricchezza di contenuti delle sue risposte.


Vjola - Alcuni articoli dedicati al tuo libro hanno un'impostazione ironica o marcatamente "farsesca", per cui si dà spazio ai toni scherzosi e a certi aspetti pittoreschi, ma non viene fuori l'altra dimensione del bdsm, quella che può essere di volta in volta profonda o giocosa ma che comunque ha alla base delle motivazioni psicologiche da rispettare nella loro diversità. Condividi questo modo di accostarsi al mondo bdsm da parte dei giornalisti?

Ayzad - Le testate di grande tiratura devono fare i conti con il pubblico cui si rivolgono e con gli inserzionisti – due categorie che non ci si può alienare con articoli troppo “strani” rispetto alla fantomatica “opinione della media”. Ciò le costringe a un bel gioco d’equilibrismo: da una parte non possono ignorare un fenomeno sociale importante come il Bdsm, anche per non fare la figura degli intolleranti; dall’altra non possono incensarlo troppo. L’unica strada che rimane allora è quella dell’ironia o, nei casi peggiori, del sarcasmo.
Un po’ mi spiace che, di quasi 800 pagine, quegli articoli si siano fissati proprio sulle parti più assurde, quelle che ho inserito come contrappunto “umoristico” ai temi più seri trattati. D’altra parte però vale anche il vecchio detto: “Bene o male, purché se ne parli” – e infatti per fortuna le vendite stanno andando molto bene.
A ogni modo, sarei curioso di vedere la faccia di chi compra “BDSM” per ridere e poi ci trova un libro serio…

Vjola - Hai pubblicato con lo pseudonimo di Ayzad. Durante le presentazioni del libro "vieni allo scoperto" o preferisci restare nel mistero? Cosa pensi che cambierebbe nalla tua vita se il tuo interesse per il bdsm fosse conosciuto?
Ayzad – A dir la verità la semplice mancanza di tempo ci ha impedito di organizzare presentazioni ufficiali, ma normalmente non mi faccio problemi a mostrare il viso e farmi identificare come "quello del libro sadomaso". Sono convinto che, nei limiti della normale discrezione, tutti abbiano il diritto di vivere la propria sessualità senza timori, e perché questo accada è necessario essere i primi a non vergognarsene.
In altre parole, i miei gusti erotici sono ben noti da anni a gran parte delle persone che frequento per lavoro o piacere, e l’unico cambiamento che ho riscontrato è che vivo in maniera molto più serena. Tipicamente le reazioni che incontro sono di due tipi: c’è chi dice “non è il mio genere, ma quel che fai in camera da letto non sono affari miei”, e chi invece si entusiasma e magari mi chiede informazioni tecniche.
Se uso uno pseudonimo è solo perché il mio nome anagrafico è molto più banale e, in fin dei conti, ininfluente. Inoltre tengo come tutti alla mia privacy: non è che tema di essere perseguitato da fan impazziti, stile "Misery non deve morire", però non mi va di espormi all’intolleranza dei cosiddetti "benpensanti", che storicamente sanno essere molto aggressivi e persino violenti nei confronti di chi abbraccia uno stile di vita alternativo.

Vjola - Oggi comunque si è più indulgenti rispetto al passato nei confronti di vari aspetti della sessualità, dei comportamenti collegati a questa, e delle diversità in generale. Ma secondo te il bdsm, nonostante il cosiddetto sdoganamento operato dalla moda, dalla pubblicità, dal cinema ecc., è giudicato ancora troppo trasgressivo e quindi è oggetto di discriminazione o di riprovazione morale?
Ayzad – Come ti stavo dicendo, purtroppo ci sono sempre piccoli gruppi di persone patologicamente frustrate che, con la scusa di difendere una qualche morale, sfogano la loro aggressività e le loro paure verso chi vive più serenamente di loro. Le religioni, le differenze etniche e le sessualità alternative sono da sempre bersagli ideali. Per fortuna in Europa questi personaggi hanno sempre minore influenza sociale, ma in certi contesti la loro intolleranza riesce ancora a farsi sentire.
Nel caso specifico del Bdsm c’è anche un grosso problema di disinformazione. L’opinione comune confonde ancora i nostri innocui giochi erotici con malattie mentali e violenze non consensuali, spinta dall’immagine distorta creata dalla fiction e da un’interpretazione superficiale dei testi di psichiatria.
Temo che le cose non miglioreranno molto fino a quando chi pratica Bdsm non imparerà ad accettarsi e farsi accettare senza inutili paure.

Vjola - Cosa ha cambiato il bdsm nella tua vita, nel tuo modo di essere?
Ayzad – Per me il Bdsm è soprattutto apertura mentale. Studiarlo e praticarlo porta a conoscere meglio se stessi e gli altri, e a vedere ogni novità come una possibilità da esplorare senza preconcetti. Tutto questo mi ha reso anche molto più critico nei confronti di chi propone certezze immutabili: se posso, preferisco approfondire le cose e farmene un’idea personale. Un approccio scientifico alla vita, se vogliamo.
E non dimentichiamo gli aspetti più concreti: vivo con meno frustrazioni e più serenità, l’erotismo permea tutta la giornata anziché i soli momenti di sesso, e in ultima analisi godo tanto e bene. Scusate se è poco…

Vjola – C'è una domanda che non ti è stata fatta sul libro o sul bdsm in generale, e che invece ti interesserebbe? Insomma la classica domanda per cui diresti: "La ringrazio della domanda"? :)

Ayzad– Ce ne sarebbero tantissime, anche perché credo nel detto per cui l’unica domanda stupida è quella che non viene fatta. Finora però nessuno m’ha mai chiesto: “dopo un librone da 800 pagine, cos’altro si può scrivere sul Bdsm?”.
E l’unica risposta che posso dare, per il momento, è: “vedrai…”

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